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Dedicato ad una persona speciale

  • 13 Ottobre 2014
  • By elise
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Dedicato ad una persona speciale

Noi siamo come Rachel e Monica. Come Meredith e Cristina. Come Carrie e Miranda (si vede che siamo cresciute negli anni ’90?). Come Peppa Pig e Suzy Pecora (sì, sappiamo anche tenerci a passo con i tempi).

Noi sappiamo tutto l’una dell’altra. Il primo brufolo. La prima cotta. L’animale preferito (la foca giusto??? No, così, giusto perché quando allora se ne uscì con una “interrogazione a sorpresa” nel bel mezzo di una lezione di matematica, io ho sbagliato la risposta e lei me lo ha rinfacciato per una settimana). Sappiamo del primo vero amore. Le prime volte.

Noi sappiamo pure di quei (tanti, troppi?) ragazzi sbagliati. Di quei baci rubati e poi raccontati subito all’altra, in una cabina telefonica (mica che poi i genitori ascoltassero la telefonata)!

Li abbiamo anche noi gli scheletri nell’armadio. Ma non siamo mica sceme, casomai sono nascosti nell’armadio dell’altra, così… per confondere le tracce.

Noi sappiamo di quei primi flirt, le vacanze, i tradimenti, i pentimenti (o non) e di quelle notti a piangere insieme al telefono.

Ci sono stati pigiama party. Ci sono stati i diari segreti (che Bridget Jones ai noi ci fa un baffo). Ci sono state le lunghe lettere estive (io invece mandavo solo cartoline. Allora avevo il dono della sintesi). Ci sono state le puntate di Friends guardate insieme al telefono di casa. Il primo numero di telefono che ho veramente imparato a memoria è stato il suo (il mio no… d’altronde mi chiamo raramente).

Ci sono state notti a cantare a squarciagola in reggiseno. A ballare su un balcone in Sicilia (“Signorina bionnnnnda sì dico a lei …. le sembra un orario?”). Ci sono state foto da Charlie’s Angels (ed eravamo pure sobrie). Ci sono state telefonate ad un lui per poi riattaccare subito (il suo “pronto” mi basta…). Ci sono state delle “quasi risse” con i bulli di periferia. Ci sono stati disastri capillari sistemati insieme nei bagni della scuola. Ci sono stati chilometri percorsi nel cortile, camminando in cerchio per sbirciare meglio un ragazzo di nascosto (o quasi) durante l’intervallo.

Ci sono state cerette condivise insieme prima di un (quasi) primo appuntamento. Ci sono state tisane e sigarette per il dopo appuntamento.

Certo, ci sono stati anche litigi. Conclusi poi con una granita e un abbraccio. Ci sono state discussioni sì. Rancori mai.

Ci sono stati lunghi viaggi in 90, il celebre pullman della “circonvalla”. C’è stato un “se cado, cadi con me”, sul pullman come nella vita. Ci sono stati Invicta da customizzare e agende da riempire di messaggi. Ci sono stati personaggi di cartoncino, 3inventati e pure costruiti, durante l’ora di spagnolo.

Ci sono stati i primi cellulari e i 1000 squilli. “Eli ora basta….. devo anche studiare!”.

Ci sono state le prime vacanze insieme. E poi i primi viaggi veri,

Ci sono state sei foto di classe e poi 300 selfie (anche prima che scattasse la moda tra l’altro).

Ci sono stati discorsi e grandi promesse a 14 anni: “un giorno sarai la madrina di mia figlia e la mia testimone di nozze” per poi ritrovarsi insieme in Chiesa, mano nella mano 15 anni dopo.

 

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Lei di me sa tutto ed è una delle poche (s)fortunate.

Se sono disordinata riprende lei i biglietti per il Teatro appena regalati “Ehm questi meglio se li tengo io. TI CONOSCO”.

Se sono sempre in ritardo lei fissa l’appuntamento 15 minuti prima.

Se sono disorganizzata e stressata, viene lei a darmi una mano, e questo per tutti i compleanni di Poussinou.

Se sono distrutta perché lui mi ha lasciata, lei prende il pullman alle 22 di sera, da sola, per raggiungermi a casa.

Se il giorno della discussione della Tesi in Fashion Design mi ritrovo senza una modella, si offre volontaria radendosi le gambe al volo con l’acqua e attrezzi minimal, nei bagni della scuola.

 

Quando ho saputo di essere incinta è stata la prima a saperlo (dopo Lui). Avvisata via BlackBerry Messenger, sul treno, al volo. Alla visita “cruciale” dalla ginecologa con me c’era lei.

 

Spesso mi viene chiesto cosa auguro a mia figlia (no, rettifico: me lo viene chiesto sempre a tradimento, con tanto di videocamera e microfono, quando ovviamente ho bevuto un po’ troppo).

Le prime cose che mi vengono in mente sono sempre le stesse cose banali anche se vere: che sia sempre in ottima salute, che trovi la felicità, che insegui i suoi sogni, che viaggi tantissimo e che faccia qualunque cosa la renda felice, senza curarsi dei pareri altrui.

Oggi mi sento di rispondere diversamente. A Sophia auguro ovviamente il meglio, e tutto quanto elencato qui sopra. Ma auguro davvero soprattutto di trovare la sua “anima gemella” e non parlo di uomini. Le auguro di trovare una persona, un’amica, che possa capirla come nessuna. Che possa sapere renderle il sorriso in ogni momento. Che possa condividere con lei tutto quello che non se la sentirà di condividere con me. Che possa prendere parte a tutti i momenti importanti della sua vita di ragazzina e poi di donna.

A mia figlia auguro di cuore di trovare “La sua persona”.

 

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P.S: tra un selfie e l’altro durante l’intervallo del Musical di Dirty Dancing abbiamo avuto l’illuminazione: la nostra vecchiaia, quella brutta se mai un giorno dobbiamo finire “sbattute” in casa di riposo, la vogliamo trascorrere assieme. A giocare a scala 40. “Ma tu Elise già dimentichi sempre le regole ora…. Figuriamoci da vecchia! Le dimenticherai ogni giorno!” – “Esatto….! Ma ci sarai tu a insegnarmele ogni giorno!”

 

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By elise, 13 Ottobre 2014
  • 1
Grazie, vita
10 motivi per sorridere
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