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Low cost per bambini: fa male?

  • 18 luglio 2017
  • By elise
  • 1 Comments

Per la maggior parte delle scelte che riguardano i miei bambini sono piuttosto “democratica”. Non sempre, anzi, quasi mai esiste una regola. Tutto dipende dall’occasione, dal contesto e da molti altri fattori.

Non sono una fan dei personaggi su vestiti ed accessori ma concedo loro qualche eccezione perché si è bambini una volta sola. Le regole esistono. Così a Sophia è vietato usare le scarpine dei suoi costumi Disney con il tacco seppur minimo, salvo in occasioni speciali (come Carnevale per esempio). Ho voluto bannare l’azzurro del guardaroba di Jules allora neonato per prediligere uno stile più unisex. Per poi innamorarmi di una salopette a quadretti azzurri.

Sono del parere che tutto vada valutato. I bambini devono fare i bambini, si. Ma appunto perché devono fare i bambini, è giusto ogni tanto accontentarli, per quanto possibile. (Ho detto OGNI TANTO )

Se in cuor mio amo il cotone di massima qualità per la sua mano, il jersey finissimo, il lino, e soprattutto il Made in Italy, non disdegno neppure ogni tanto anche il low cost con il suo stile trendy e divertente a prezzo mini.

Vero: non è sempre il massimo per i bambini ma sapendo che un capo dedicato ad un bambino avrà vita breve, o molto breve, ogni tanto vale lasciarsi tentare. Specialmente dagli accessori. Che saranno usati anche meno, e solo occasionalmente.
Così ho comprato a miei figli dei cappellini in simil paglia (ossia in carta, così dice l’etichetta). Cappellini usati per proteggere le loro testoline biondissime dal sole, ultimamente molto (troppo) presente nel milanese, assieme a temperature da capogiro.

Dopo un mese circa di utilizzo, ecco cosa è successo:

Quello che inizialmente avevo scambiato per una “banale” sudamina si è rivelata essere una reazione allergica causata dall’uso del cappelino. Reazione enfatizzata a causa del caldo e del sudore. Questo a contatto con la pelle delicata di un bambino.

A diagnosticarla la pediatra, che ha prescritto una crema al cortisone e un antistaminico per qualche giorno.

Abbiamo di conseguenza buttato il cappello incriminato, ne abbiamo comprato un altro in puro cotone, siamo scappati in montagna al fresco per “correre ai ripari” e abbiamo stilato una lista di regole per prevenire spiacevoli inconvenienti come quello..

Sudore ed eruzione cutanea: come prevenirla

  1. Privilegiare il cotone nell’abbigliamento. Il low cost ha il suo perché e non deve neppure essere sempre incriminato. Però bisognerebbe sempre prestare molta attenzione a ciò che si compra quando si parla di bambini. In questo caso, trattandosi di un cappellino, sarebbe bastato alternarlo il più possibile con altri modelli, in puro cotone. Per quanto riguarda t-shirt & co, seppure in cotone, bisogna sempre stare attenti ad eventuali stampe, o disegni, non sempre sicurissimi per la salute dei bambini.
  2. Fare respirare la pelle. Il cappello sì, quando c’è molto sole. Se il bambino suda parecchio (come nel caso del mio) sarà opportuno asciugarlo il più possibile e lasciare quando possibile scoperti testa e capelli.
  3. Usare prodotti adatti ai bambini, più naturali possibili. Detergenti dal ph neutro, senza sapone, meglio ancora senza profumo ne alcol.
  4. Usare l’amido di riso nel bagnetto, Eventualmente se il piccolo suda molto, fargli quanche spugnatura con acqua e amido di riso durante la giornata.
  5. Evitare il contatto della pelle con qualsiasi tessuto sintetico, specialmente durante i viaggi, nel seggiolino auto oppure nel passeggino. Usare quindi un copriseggiolino adatto, oppure, uno swaddle (noi usiamo ad oltranza i teli di mussola di cotone di aden + anais, perfetti anche in questa occasione!
  6. Chiamare sempre il pediatra e fare eventuali bolle o brufoletti. Curare l’igiene del proprio bambino e tagliare spesso le unghie soprattutto in caso di prurito.

By elise, 18 luglio 2017
  • 1
1 Comment
  • Paola Agostini
    21 luglio 2017

    Lo affermo da anni: no al low-cost proprio per questo motivo! Spero guarisca presto! ❤️

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