in Genitori e figli

Gelosia tra fratelli? Tenete alla larga gli adulti!

  • 13 gennaio 2018
  • By elise
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Gelosia tra fratelli? Tenete alla larga gli adulti!

Questo uno degli argomenti più gettonati tra le future mamme di due o più. Perché potranno cambiare i tempi e le mode riguardo all’uso del ciuccio, riguardo all’allatamento, al co-sleeping, il rooming in in ospedale, il latte artificiale e gli acquisti intramontabili per l’arrivo di un bebè… ma i luoghi comuni riguardo a fratelli e gelosia, quelli mai.

Ne parlavo proprio oggi con alcune amiche. Facile immedesimarsi nella situazione. Chiunque abbia avuto a che fare con una seconda gravidanza ve lo confesserà: prima o poi è del tutto normale provare dei sensi di colpa verso il fratello maggiore, paure pensando al mondo che verrà, aspettative su quel nuovo equilibrio famigliare da trovare e quel punto di domanda grande come una casa: sarà geloso della sorellina? Accetterà il fratellino? Riuscirò a gestire tutto questo?

 

Gelosia per l’arrivo di un fratellino: cosa fare?

La soluzione migliore (testata ed approvata) è: tenere alla larga gli adulti. Sì sì avete capito bene. Premesso che il sentimento di “gelosia” che in realtà si avvicina più alla paura di perdere una propria condizione privilegiata (quindi di gelosia ha fin troppo poco) è del tutto normale nei bambini e chi più chi meno, la si prova tutti prima o poi. L’età del fratello maggiore in questione sarà ovviamente determinante sia per la percezione in sé di questa “gelosia”, sia per l’approccio da avere.

Ma ripeto: la prima cosa da fare senza dubbio alcuno è TENERE ALLA LARGA GLI ADULTI!

Perché? Perché laddove la gelosia ancora non si manifesta, sicuramente a qualcuno non andrà giù, dedicendo così di movimentare un po’ la situazione.

Mi è capitato durante la gravidanza, e ho poi assistito a scene da brividi in cui alcune amiche venivano torturate psicologicamente dalla classica nonna “so-tutto-io” del parchetto dopo la scuola materna.

– Di quanto è signora?

– 8 mesi

– Oh, che bella pancia! La sorella cosa dice?

– Mah ancora non realizza molto sa, però è contenta!

– Ma non è gelosa? Guarda che sono tutti gelosi eh, tutto nella norma!

– Mah guardi per ora non sembra. Cerchiamo di coinvolgerla in questa avventura

– Eh no, vedrà sarà gelosa. Normale eh, ma la gelosia c’è sempre! Meglio saperlo subito!

In questa occasione, c’ero anch’io, sulla panchina a fianco. Non sono riuscita a tacere e ho deciso di irrompere nella loro conversazione.

– Signora non è detto sa… Mia figlia non è stata affatta gelosa. Poi per carità, se succede non c’è nulla di male, ogni bambino reagisce a sé.. ma non credo bisogni lasciarsi sempre per forza andare a queste banalità.

La futura mamma mi ha sorriso accennando un “grazie”. La signora se n’è andata facendo spalluce e ricordando al mondo che la ragione sta da parte dell’esperienza.

Ho fatto male ad intervenire in una discussione che non mi riguardava? Forse. Il fatto di stare in disparte però, di essere uno spettatore esterno, ha fatto si ché io notassi un particolare sfuggito ai più. Quella bambina, quella promossa al nuovo rango di “sorella maggiore”, intenta a giocare nella sabbia e a raccogliere fiorellini. Questa bambina che nonostante fosse presa dal gioco, non si è persa una briciola di questo siparietto, giranto talvolta timidamente lo sguardo come per non far capire che stesse ascoltando.

Questa bambina, che secondo il suo carattere, si sarà fatto sfuggire le parole di questa signora. Oppure al contrario le avrà ascoltate tutte, registrate, immagazinate in un angolino della testa, per poi ritirarle fuori chissà in quale occasione.

Vi capita mai di ricordare uno strano particolare della vostra infanzia? Io sì: ricordo perfettamente il senso di rabbia e la frustrazone quando mi si veniva detto “sei troppo piccola per capire”. Non sopportavo le bugie, persino quelle a fin di bene. Ricordo di non aver mai avuto nessun dubbio sulla verità o meno delle parole di un adulto. E spesso la sensazione di esser stata “presa in giro” perché bambina mi provocava tanta frustrazione.

I bambini capiscono. Capiscono tutto. Analizzano. Decorticano ogni parola. Non la lasciano lì, ad appassire. No. La riascoltano in loop. E ne traggono le loro conclusioni.

Sono sempre stata dal parere che la verità debba essere detta sempre. Anche quando non è bellissima.

Un bambino ve ne sarà sempre riconoscente. Gli adulti non devono mentire ma imparare a dosare le parole.

Il primo incontro tra i fratelli: come renderlo il più sereno possibile?

Tenendo alla larga gli adulti. Ancora.

Quando aspettavamo Jules, io e lui abbiamo preso una decisione. Nonostante ci facesse molto piacere ricevere le visite dei parenti stretti in ospedale, abbiamo chiesto la massima privacy per quanto riguardasse il primissimo incontro tra Sophia e il suo neonato fratellino. Questo, non per cattiveria, non certamente perché volessimo snobbare il resto della famiglia. Questo non perché volessimo “privare” i nonni di un momento tanto bello. Questo, appunto, assolutamente non per egoismo, ma addirittura per altruismo. Verso la sorella maggiore che avrebbe dovuto presto fare i conti con un battufolino con il quale condividere mamma, papà e tutto il comfort di “casa”.

E anche se i nostri parenti avessero potuto mantenere la massima discrezione, io avevo paura che troppo entusiasmo (normalissimo in questi casi) da parte dei nonni, potesse sopraffare la nostra bambina. Troppi abbracci, troppi sorrisi, troppe domande e troppo entusiasmo avrebbe rischiato di “bloccarla” e forse, anche di impedirla di lasciarsi andare alle sue reali emozioni, alle sue domande, o le sue paure perché no.

E così facendo è stato tutto perfetto. Abbiamo lasciato che fosse lei, la nuova sorella maggiore, a presentare poi il fratellino al resto della famiglia.

Come comportarsi con il primogenito alla nascita del fratellino?

Continuare a fare con lui le stesse cose di prima. Anche se il nucleo famigliare si è allargato, deve capire che “le cose sono rimaste invariate”. Importante sarà mantenere alcuni momenti privilegiati solo con lui. Dalla favola della buonanotte a qualche passeggiatina insieme. Aiutarlo a crescere, cercando di responsabilizzarlo piano piano. Assecondare i suoi ritmi, lasciarlo essere ancora “piccolo” ogni volta che ne sentirà il bisogno, ma dimostrando lui quanto vi rende fieri.

 

By elise, 13 gennaio 2018
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