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I nonni, visti da Sophia

  • 2 ottobre 2017
  • By elise
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I nonni, visti da Sophia

Sophia, cosa ti piace di più pensando ai tuoi nonni?

 

Nonna a volte mi porta al pacchetto e mi lascia raccogliere dei fiori per la mamma. Mi fa sempre annaffiare le piante. E poi posso andare a casa sua, anche con la bici. 

Nonno gioca con me alle carte, al memory, e mi aiuta a disegnare. Mi fa disegnare gli animali come voglio. È sempre lui a mettere i cartoni che mi piacciono. 

A casa di nonna e nonno gioco con mio cugino. 

Mamie fa bene da mangiare. Lei mi piace perché è tranquilla e ha anche degli occhiali uguali ai miei. Mi piace molto giocare con mamie. E mi piace andare da lei perché ci sono anche i cagnolini. 

Papi è divertente, spesso ha delle sorprese per me e gioca tanto al pallone con me. Mi fa anche fare l’aereo in alto in alto. Una volta, mi ha fatta saltare più in alto di un canguro.

E comunque “a me mi piaccio anche io”. Perché lo sai che c’è una città che si chiama Sofia?

– Sophia 5 anni –

Non ho voluto fare il solito pezzi strappalacrime parlando dei nonni. Semplicemente perché nessuno potrà mai parlare meglio dei nonni dei loro nipoti spesso.

Cosa fa un “buon nonno”?

Nulla di complicato, non serve inventare attività complicate e comprare giochi costosi. Ciò che ricorderanno i nipoti sono le piccole attenzioni di tutti i giorni. L’affetto, il quotidiano, ma soprattutto il gioco.

Jules e Sophia hanno la fortuna di avere nonni presenti e “differenti”. Per questo intendo nonni italiani e nonni francesi. Anzi devo dire che sono anche molto fortunati, perché oltre ai nonni, hanno tutt’ora il loro bisnonno (mentre Sophia ha anche fatto in tempo a conoscere la sua tris nonna).

Io sono cresciuta con una visione diversa dei “nonni all’italiana”. Né meglio né peggio, intendiamoci. Soltanto diversa. In Italia i nonni sono sicuramente una figura molto presente fisicamente. Hanno un ruolo importante nella crescita dei nipoti perché molto spesso possono sostituirsi ai genitori che preferiscono non fare appello ad una tata.

Un ruolo molto meno comune in Francia dove i nonni, non sempre vicini, rimangono nonni. Una figura accuditrice e rassicurante, dalla quale fuggire quando si ha bisogno, prendere affetto, giocare e imparare.

Durante la mia infanzia ho sentito i nonni molto vicini anche se il nostro legame si consumava al telefono, via posta, e durante le vacanze oltre che a Natale.

Oggi i nonni francesi di Jules e Sophia vivono vicino a noi ma lavorano entrambi. Per questo non potrebbero tenerli tutto il giorno e quando questo accade è esaltante, perché significa sgarrare dalla routine, fare un’esperienza nuova.

I loro nonni italiani invece li tengono quasi ogni giorno e si occupano della gran parte degli spostamenti. Scuola, casa, danza…

Inizialmente pensavo sinceramente che non mi sarebbe troppo piacitua questa “super presenza nonnesca”.

Invece ora mi piace l’idea che si miei figli possano crescere con al loro fianco quattro nonni tutti diversi, ognuno con la propria storia. Con nonni “diversi” legati tutti da una cosa indissolubile: l’amore per i loro nipoti.

By elise, 2 ottobre 2017
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