in Figli

Del perché io, un figlio maschio, non lo volevo

  • 23 novembre 2017
  • By elise
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Del perché io, un figlio maschio, non lo volevo

Io no. Un figlio maschio non lo volevo. E no, non c’entrano i vestitini. E no, non c’entrano le trecce, treccine e code di cavallo. Non c’entrano il tutù e il saggio di danza. E no, non c’entra la relazione madre/figlia, il litigio per l’ennesimo mascara rubato, questo-è il-mio-maglione, mi-presti-la-tua-borsa… e cosi via.

Io un figlio maschio non lo volevo. Per paura. La solita paura di ciò che non si conosce. Io, cresciuta tra le femmine. Sorelle, cugine, amiche. Un maschio? Per carità.

E lì c’entra sì la relazione madre/figlio.

Qualche giorno fa ho mandato ad un’amica questo messaggio:

Nonostante io mi sforzi davvero tanto, non riesco a capire. Non riesco a capire perché io non riesca ad applicare tutti i miei santi sani principi. Perché non riesca ad essere minimamente distaccata.

Sophia è per me un amore più razionale. Confortante. Una mia comfort zone con la quale penso di aver sbagliato poche, pochissime volte. (Ah beata ingenuità!)

Jules è un terreno scivoloso e sconosciuto. Instabile e minato. Che con un sorriso ti fa sciogliere e dimenticare tutto. Pure quel mandarino spremuto e schiacciato lì, proprio sul tappeto, quello bianco-a-pelo-lungo.

Io un figlio maschio non lo volevo. Per paura di replicare situazioni già viste che mi spaventano. Una relazione morbosa, quel “lui è io mio fidanzatino” (?!?!), quel bimbo attaccato alle gonne, alla tetta, alle gambe fino (quasi) alla maggiore età. Fino a quel momento in cui passerà dal “mamma-mamma-mamma voglio solo te per andare a letto, per mangiare, per vestirmi, raccontarmi la storia, soffiarmi il naso, pulirmi le chiappe” e così via, al “mamma hai rotto, lasciami lontano dalla scuola che mi vergogno, non baciarmi davanti agli amici, non starmi addosso, esci dalla mia stanza e NON TOCCARE QUEL CASSETTO (credici)”.

Che sia potenzialmente uguale con una figlia femmina? Sicuramente. È che ancora una volta noi tendiamo a replicare, qualora ce ne fossero le possibilità, quello che abbiamo conosciuto e vissuto da bambini.

Io ricordo molta complicità con mia mamma. Momenti tra donne, momenti solo nostri. Caffè, shopping e chiacchiere. Non che sia stato esclusa mai l’unica parte maschile della famiglia, però ammetto che essendo fatta per il 90% di componenti di sesso femminile, era abbastanza inevitabile.

So che non bisogna mai cedere ai luoghi comuni e io ho sempre cercato da quando è nato Jules di resisterci con tutte le mie forze.

Oggi però mi ritrovo in ginocchio davanti ad un piccolo teppista alto a stento quanto una mia gamba. Mi sento debole e inizio a calarmi perfettamente nella parte della cosiddetta “mamma di maschi” e ammetto che questo mi fa un po’ paura.

Paura per quel che accadrà dopo.

Perché si, mi ci preparo (ammesso che solo il futuro ci dirà come andrà) eccome se mi ci preparo.

Mi preparo a dover un giorno lasciarlo andare per davvero.

Mi preparo ad essere esclusa del suo privato, come è normale che sia.

Mi preparo al fatto che forse, non vorrà confidarsi né svelare i suoi segreti con me (ma forse è meglio?)

Mi preparo a serate a casa in ansia aspettando che torni (sì perché dovete sapere che la mia mente non è ancora a passi con i tempi e siccome lei è ancora ferma a luoghi comuni ed altre banalità, già prevede che mentre Sophia mi scriverà su WhatsApp Jules giocherà al latitante lasciandomi sola in preda alle mie seghe mentali)

Ma soprattutto mi preparo al fatto che prima o poi lui si innamori sul serio. E anche se forse sarà un lui, con molte probabilità sarà una lei (questo è sempre la mente citata prima a pensarlo).

Già. Mi preparo già ad essere lei.

Lei: la suocera.

Mi preparo al fatto che non importerà quanto potrò essere amabile, dolce e paziente. Quanto potrò cucinare il suo piatto preferito, lasciare loro la casa per il weekend, interessarmi a ciò che fa, alla sua carriera, condividere i suoi/loro successi e imparare ad amare il suo cane scoreggione.

Perché per lei io sarò in ogni caso #LASUOCERA

E stai sicuro che su tre cento foto scattate tutto insieme, lei pubblicherà l’unica in cui io… sarò venuta di merda!

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By elise, 23 novembre 2017
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