in Gravidanza

Femmina.

  • 10 Dicembre 2018
  • By elise
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Femmina.

Che fosse femmina l’ho sempre saputo. Quella nausea per il caffè. Quella voglia di sottilette e di succo d’arancia. Quella suscettibilità e irritabilità improvvisa. Che fosse femmina l’ho sempre saputo. E in realtà lo so dall’inizio. O meglio… dalla prima ecografia, alla 11 + 6 settimane.

“Sembrerebbe proprio una ragazzina” ha detto il ginecologo e io, pronta a piangere, non sono riuscita a far andare le lacrime trattenendole invece in un sorriso fermo ed immobile.

Da una parte, tutta questa felicità mi sembrava davvero troppa, quasi da fare paura. Dall’altra, devo essere sincera, nonostante le premesse iniziali, in fin dei conti il sesso questa volta mi importava relativamente.

O forse no?

Perché sono felice all’idea del fiocco rosa

Questa bambina è per me la chiusura perfetta di un cerchio perfetto che il destino ha voluto disegnare per me. Tutto sommato questo mi sembra anche surreale, impossibile.

Il cuore potrebbe mai scoppiare per la felicità?

Una femmina era quello che sognavo. Abitini, gonnelline di tulle, un altra piccola donna da crescere. Un dono quasi troppo grande che in fondo mi fa anche paura. Ho aspettato a lungo a svelare il sesso, e anche se a volte mi sono chiesta se fosse giusto così, sono pienamente convinta che tenermi questo segreto più a lungo sia stata una delle cose migliore mai fatte durante questa gravidanza.

L’ansia da fiocco azzurro. Perché?

No, non è come sembra. Come l’ho scritto in apertura del post, che fosse femmina lo abbiamo saputo fin da subito. Almeno, fin dalla prima ecografia, quando il nostro ginecolo ci ha detto di essere quasi certo del sesso del nostro BB3. “A 12 settimane, se un ginecologo non riesce a capire il sesso del bambino, sarà meglio che cambi mestiere” ci disse ridendo. Tuttavia, eravamo a 11 + 6. Sì, lo so. Un giorno in più, un giorno in meno… Eppure nonostante per lui non c’erano dubbi, io ho preferito attendere la prossima visita, per essere sicura al 100%.

In quel frangente di tempo, ho riflettuto. Sul sesso del bambino. Sulla tanta attesa seconda femmina e sull’ipotesi seppure remota, di un secondo maschietto. E mi sono messa a guardare “vecchi” video dei miei bambini. E qui lo devo ammettere: rivedere Jules è stato un colpo al cuore. Un tuffo emozionantissimo. Il maschio, è stato tra i più grandi regali ricevuti dalla vita. Sophia, l’ho detto molto spesso, è il mio più grande amore. Jules però è il mio tesoro, il bambino con il quale ho una relazione quasi fusionale, e se il nostro terzo bimbo fosse stato maschio, probabilmente avrei avuto paura di come i miei sentimenti avrebbero dovuto dividersi tra i due.

Sono felice quindi che rimanga l’unico ometto di casa, beato (con il papà) tra le donne.

Il nome è ancora in fase di definizione. C’è e non c’è. Non appena abbiamo saputo fosse femmina, ho voluto coinvolgere Sophia. Mi aspettavo una sfilza di nomi di Winx o fatine. Eppure lei è arrivata candidamente con “e se la chiamiamo Veronica?”

Veronica?

Finché non sveleremo il nome, per noi sarà Veronica. Ecco.

Lui si immaginava già chiamarla con la voce di Favino: Veronicaaa (lo avete visto “Baciami ancora” vero?)

 

 

By elise, 10 Dicembre 2018
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