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Tu neomamma, fregatene!

  • 9 ottobre 2017
  • By elise
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Tu neomamma, fregatene!

“Nessuno nasce imparato” te lo ripeteranno spesso. E tu cercherai di ricordarlo tra i primi tentativi di allattamento e il primo pannolino da cambiare. Mentre prenderai tuo figlio in braccio e mentre tenterai di posarlo nella culla. Mamma lo si diventa e basta. Madre pure. Piano piano ti insegneranno i gesti quotidiani. Il bagnetto, il cambio del pannolino e la posizione corretta per allattare. C’è una cosa però, che non ti insegnerà nessuno.

Tu neomamma, impara a fregartene

Ti diranno che tuo figlio somiglia al papà, alla nonna, alla cugina, alla zia Concetta. Tu fregatene.

Ti diranno di attaccarlo meglio al seno. Prova il destro, prova il sinistro, così è scomodo, così non riesce a mangiare, così va meglio. Tu fregatene.

Ti diranno che un maschio è una fortuna, pensa al cognome, alla “dinastia”. Un maschio è il cocco della mamma. Tu fregatene.

Ti diranno che una femmina sarebbe meglio. Così la vesti, così ti diverti. Così magari ti aiuta. Tu fregatene.

Ti diranno che il latte è poco, che non cresce. Che magari col biberon, che magari con l’aggiunta… Tu fregatene.

Ti diranno che le ragadi non sono nulla. Ti diranno che devi continuare. Ti diranno che devi farti forza. Dopottutto, pensa a lui, non a te. Tu fregatene.

Ti diranno di coprirti. Ti diranno stai a casa. Ti diranno “mi da fastidio”. Ti diranno “io invece allattare in pubblico mai e poi mai”. Tu fregatene.

Ti diranno che devi uscire. Che devi scoprirti. Che devi portare avanti la battaglia anche tu. Per loro, per tutte, per tutti. Anche per te eh… Tu fregatene.

Ti diranno “hai già smesso? Come mai? Così piccolo?”. Ti diranno che l’OMS… Tu fregatene.

Ti diranno “ma ancora?” Ti diranno che ormai è grande, è un capriccio. Ti diranno che fa male, che non è sano, che insomma, che pure l’OMS… Tu fregatene.

Ti diranno che la pasta per il cambio ne metti troppo. Tu fregatene.

Ti diranno che il culetto del bambino è troppo rosso. Non è che non la metti la crema? Tu fregatene.

Ti diranno che così lo vizi. Che le braccia no non vanno bene. Ti diranno di posarlo “questo bambino”. Tu fregatene.

Ti diranno che il bambino ha bisogno della sua mamma H24. Ti diranno dell’alto contatto. Ti diranno di prendertelo e non lasciarlo con nessun’altro. Tu fregatene.

Ti diranno “io non l’ho lasciato fino ai tre anni!”. Tu fregatene.

Ti diranno “ma non ancora ripreso il lavoro? E come fai a mantenerlo?” Tu fregatene.

Ti diranno di queste madri che lavorano per pagare la baby sitter. Ti diranno che non capiscono. Ti diranno “cosa li fanno a fare i figli!”. Tu fregatene.

Ti diranno che questo è da maschio e questo da femmina. Tu fregatene.

Ti diranno vestirla di rosa è discriminante. Ti diranno “che noia questi stereotipi! Io mia figlia la vesto di blu”. Tu fregatene.

Ti diranno di tagliargli i capelli. Tu fregatene.

Ti diranno che è troppo coperto, che così suda troppo. Tu fregatene.

Ti diranno che sia “troppo leggero” e che così si ammala. Tu fregatene.

Ti diranno di tenerlo in casa, sai, i virus in giro! Tu fregatene.

Ti diranno di uscire, sempre, tutti i giorno anche quando piove, anche se fa freddo. Tu fregatene.

Ti diranno che sei giovane per essere mamma. Tu fregatene.

Ti diranno “ah così tardi l’hai fatto?” Tu fregatene.

Ti diranno “e il fratelino quando?” Tu fregatene.

Ti diranno “ma un altro ancora? La TV non ce l’hai?” Tu fregatene.

Ti diranno di levargli il ciuccio. “Io mio figlio…”. Tu fregatene.

Ti diranno che il pannolino si leva prima dei due anni. Che ormai si fa così. Tu fregatene.

Ti diranno di aspettare. Ti diranno che non è pronto. Ti diranno che fino a tre anni è inutile. Tu fregatene.

Ti diranno che svezzare a sei mesi è troppo presto. Che insomma, son troppo piccini. Tu fregatene.

Ti diranno di fare l’autosvezzamento. Ti diranno “ah io ho fatto così”. Tu fregatene.

Ti diranno “mio fglio parlava a 18 mesi!” Tu fregatene.

Ti diranno “ma non cammina? non parla?” Tu fregatene.

Ti diranno di coinvolgere di più il papà “ma lui non ti aiuta???” Tu fregatene.

Ti diranno che gli uomini sono provati dal cambiamento, che a loro serve tempo. Ti diranno di non stressarlo. Tu fregatene.

Ti diranno di provare il metodo Tracy Hogg. Tu fregatene.

Ti diranno di provare il metodo Estivill. Tu fregatene.

Ti diranno di provare il metodo Montessori. Tu fregatene.

Si parla tanto di aiutare le neomamme. Si parla tanto delle famose regole del OMS. Si parla tanto di libertà. Ma quale libertà? A volte e molto spesso, i tentativi di aiuto partono da un buon sentimento e si trasformano in incubo. Semplicemente perché quello che va bene per te, non fa lo stesso per me.

Molto spesso, e mi rendo conto che anche noi mamme blogger abbiamo una fetta di responsabilità, si dispensano consigli (non sempre richiesti) senza veramente prendere il tempo di chiedersi se siano davvero utili. Sicuramente lo saranno. Non per tutti.

La maternità è una delle cose più personali al mondo. E non è da confondere con la paternità, né con la genitorialità. Queste tre cose sono diverse e andrebbero trattate diversamente. Andrebbero trattate con i guanti. Aiutando laddove ce n’è il bisogno e laddove è stato richiesto l’aiuto. Dando una mano e aspettare che qualcuno la voglia prendere.

Il rischio a volte è di intromettersi e confondere le idee di chi ci ascolta. E nel peggiore dei casi, creando sconforto, sensi di inadeguatezza e addirittura vergogna, senza volerlo.

Ho sempre cercato (spesso sbagliando anch’io) di fare passare un messaggio alle neomamme: se hai bisogno di un consiglio, posso dorti cosa ha funzionato per me. Ma il migliore consiglio che potrei darti è: non ascoltare consigli da nessuno. Vai per la tua strada e impara a fregartene dei giudizi altrui.

E se il bisogno di aiuto si fa davvero grande, la soluzione migliore è rivolgersi ad un professionista.

Leggi anche: Siamo tutte “mamme qualcosa”

 

 

 

By elise, 9 ottobre 2017
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