in c'est la vie, Celebs, Diritti, Gravidanza

Mamme sprint: possiamo tutte essere Kate? O no?

  • 5 Maggio 2015
  • By elise
  • 4 Comments
Mamme sprint: possiamo tutte essere Kate? O no?

La questione “kate-post-parto” ha diviso il mondo. A poche ore dal parto della sua secondogenita, la Duchessa di Cambridge è apparsa (per pochi istanti sia chiaro) radiosa, riposata e in forma come io non potrei mai minimamente riuscire a sembrare, persino dopo un week end di tre gorni…

Da una parte c’è chi addirittura grida al complotto (un giornale russo insinua che la Duchessa non avrebbe partorito ma avrebbe fatto appello ad una madre surrogata… dai su, andiamo…) o chi stenta a credere a così tanta energia (ripeto: per pochi istanti), ad un abitino a fiori e soprattutto ad un  paio di tacchi (oddio riguardo a questi ultimi avrei anch’io qualche riserva… io infatti dovetti calzare un paio di infradito… non miei perchè manco in quelli riuscivo a fare entrare i piedi!).

Insomma come è possibile che una donna si regga perfettamente in piedi e possa sorridere e apparire riposata a qualche ore dal parto?

Io sinceramente non stento a crederci. A 6, o 11 che siano, ore dal parto, anch’io avrei potuto indossare un vestito carino e posare sorridente reggendomi in piedi. Per di più per meno di cinque minuti! Poi che a 24 ore dal parto abbiano dovuto farmi una flebo, una cura di ferro e una puntura di antibiotico nelle chiappe, questa è una altra storia… Dopo, ecco… è lì che si complica. DOPO.

Io approvo Kate. Approvo lei e il suo velo di stanchezza dietro ad un sorriso. Approvo i tacchi nonostante le caviglie leggermente gonfie, approvo quella forza di salutare un popolo, di salutare gente che per più di tre giorni dormiva accampata davanti alla Lindo Wing.

Ma allo stesso tempo mi chiedo se questa non sia un’arma a doppio taglio.

Perchè non tutte noi siamo principesse. Non tutte noi avremo un  servizio di trucco e parrucco comodamente in ospedale. Non tutte noi avremo il riguardo e l’aiuto ricevuto dalla Duchessa. Non tutte noi possiamo permetterci la vita di Kate Middleton.

Oggi mi è capitato davanti agli occhi un articolo di Repubblica.it sul mobbing per maternità subito da tantissime, troppissime donne.

Purtroppo oggi, e sono tra le prime ad alimentare la teoria, le mamme sono, devono essere multitasking. Figli, carriera, gravidanza, casa, matrimonio, relazioni, un esercizio pericoloso e quasi impossibile a chiunque, se non alle mamme.

Perché le mamme possono. Le mamme possono allattare e lavorare al pc. Le mamme possono dormire tre ore a notte e fare una  conference call alle nove dopo aver portato i figli a scuola. Le mamme possono cucinare una cena per cinque persone, portare avanti ore di lavoro e trovare il tempo (???) di fare la spesa nel frattempo.

Le mamme di oggi devono, devono potere fare tutto. E questo ne va della loro sopravvivenza.

Perché capita che se non riesci a portare a termine un progetto, allora TU sei una falita.

Se ti lamenti della stanchezza del pancione, USI la tua gravidanza per pigrizia.

Se chiedi maggiore riguardo, TROVI SCUSE.

Perchè anche se in grembo hai un peso che continua ad aumentare, tu hai responsabilità, mansioni, scadenze e niente che tenga.

“Tutte fanno figli”, “Tutte lavorano”.

Tu non puoi lamentarti. Devi stringere i denti e stare zitta, dovendoti vergognare magari per avere osato lasciare trasparire troppa debolezza.

Oggi siamo tutte mamme sprint. Sì, ma fino a quando?

Fino a quando si può tirare la corda? Fino a quanto si può decidere di negare l’evidenza?

Quindi dico Sì a Kate. Dico sì alla sua forza di volontà. Dico Sì, si può fare!

Ma con cautela.

Perchè ripeto, non tutte noi mamme siamo Kate Middleton.

Per finire in leggerezza e polemica (perché se no che gusto c’è) dico no invece all’abito Jenny Packham.

Se Vanity Fair Italia lo dipinge come l’abito IDEALE da indossare dopo il parto, io personalmente avrei dei dubbi.

Ok sulla forma, ok sulla lunghezza, ok su maniche e scollo eleganti e pratici.

Ma un abito di seta? Future mamme: ora mi indirizzo proprio a voi. Sappiate che noi TUTTE comune mortali (ma sarei pronta a giurare che pure Kate non abbia potuto essere da meno… ciò spiegherebbe forse la visita EXPRESS al popolo???) sotto quel vestito DI SETA dovremmo indossare assorbenti post parto che somigliano più a pannoloni per incontinenti piuttosto che ai soliti micro assorbenti invisibili con i quali abbiamo a che fare ogni mese…

Non so se mi spiego…

kate 2

 

 

 

By elise, 5 Maggio 2015
  • 4
4 Comments
  • theSwingingMom
    5 Maggio 2015

    quoto ogni singola parola, è esattamente quello che penso anch’io: da un lato è giustissimo “sdoganare” l’idea che essere madre significhi rinunciare a qualsiasi “frivolezza” e femminilità, dall’altro bisogna stare molto attente a non far passare un messaggio sbagliato, cioè che i figli siano un accessorio glam come l’ultimo modello di ipod o che comunque non debbano “intralciare” carriera e quant’altro. Insomma, soprattutto i primi mesi, realisticamente non si può “pretendere” di essere “come prima”. Questo se lo possono permettere davvero solo le principesse.

    • elise
      5 Maggio 2015

      Appunto!!! Ieri leggevo anche un’altra articolo che osannava le mamme sprint tornate in tempo record al lavoro sotto intendendo che SI, si può fare. Quindi si parlava di Kate, Michelle, Belèn….. Ah già….. Tutte donne con la nostra stessa identica routine…

  • Mammachestorie
    15 Maggio 2015

    Ma perché noi donne dobbiamo sempre dimostrare qualcosa? Dobbiamo, dobbiamo sempre, senza mai riuscire a fare le cose con leggerezza.
    Sono d’accordo con te, quando dici che l’esempio di Kate potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio. Perché il pensiero che ne nasce è proprio: perché lei si e tu no? O perché tu prima si e ora no? E’ che spesso la strada ce la rendiamo difficile noi stesse…

    • elise
      15 Maggio 2015

      Ecco, appunto! Penso sia proprio questo il nodo del problema!!!
      Ma poi Kate o no, ogni donna è diversa, ogni gravidanza è diversa, ogni parto è diverso… e le donne dovrebbero avere diritto a vivere le loro emozioni come se lo sentono. Così come dovrebbero poter vivere in modo sereno la loro gravidanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Networks
About Me
Colleziono borse, a mano o sotto gli occhi. Le marinière sono la mia Madeleine de Proust e il tulle una filosofia di vita!
Seguimi su Google+
Pinterest
Contatti

Per info e/o collaborazioni, scrivete a Fulvio Aniello

Per contattarmi personalmente, scrivete a Elise Lefort

Find us on instagram

@thesparklingmommy_familyblog