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Natale: tradizione o innovazione?

  • 13 dicembre 2017
  • By elise
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Natale: tradizione o innovazione?

Sono da sempre molto legata al Natale. Natale per me è tradizione ma anche innovazione. Non a tutti costi però. Per me Natale è famiglia. Riunione. Risate. Felicità e chiasso. Sarei pronta a dare tutto ciò che ho per un Natale “come dico io”. Anno dopo anno mi ci avvicino ricercando sempre quella mia concezione di perfezione. E mi chiedo: fino a quanto questo sia una cosa giusta?

Ho ricordo nitidi di tutte le festività di natalizie trascorse durante la mia infanzia. Pure quello in cui presi la varicella con 39 di febbre al 24 di dicembre. Ricordo ancora il profumo nell’aria. Quella sensazione di malessere a tal punto di farmi odiare quella bambola ricevuta quell’anno lì. Era più forte di me. Prendendola in braccio mi ritornava tutto. Il malessere e quella sensazione di nausea devastante.

Ricordo tutti i Natali. Quelli belli come quelli brutti. Quelli vivaci come quelli solitari. Ricordo però questa immensa emozione che poteva durare un mese tutt’intero. Allo scattare del primo di dicembre complice il calendario dell’avvento. Ecco. Ricordo ancora il mio calendario dell’avvento preferito. Avrò avuto sì e no 7/8 anni. Quelle micro caramelline a forma di stella, regalino, angioletto. Colorate e dolcissime. E quelle caselle che aprendosi lasciavano comparire un’immagine natalizia tutta nuova. Dal paesaggio invernale, ecco comparire un Babbo Natale colmo di regali, davanti al camino, illuminato dal lume di candela.

Cosa vogliono i bambini a Natale?

Io ricordo tutto del Natale. E stranamente quello che ricordo con maggiore emozione non sono i regali. Semmai la montagna di pacchi colorati e luccicanti. Ricordo l’eccitazione della notte prima. Quella notte che sembrava non finire mai. Le chiacchiere nel letto. “Tu pensi che lo vedremo?” e quella frase di mia sorella “io l’ho visto, l’ho visto! Ma lo sai che non era vestito di rosso? Aveva un accappatoio blu!!!”

Ricordo la sera del 24, per me da sempre il VERO Natale in tutti i sensi. Ricordo il cambiarsi verso le 18 per mettere i vestiti “di festa”. Ricordo gonne e vestiti in velluto o tartan. Ricordo i collant di pizzo bianchi e le scarpette di vernice. L’acconciatura dei grandi giorni e la scoperta del frisé.

Conciliare il Natale in una famiglia allargata

Arriverà il momento in cui tutti noi avremo una famiglia allargata. E no, rassicuratevi- non sto velatamente augurando il divorzio a tutti.  Sposarsi (ma anche no), abbracciare una nuova famiglia per intero, vuole dire a tutti gli effetti, allargare la famiglia. Poco importa se i figli saranno 10 o se a riempre gli spazi sarà un piccolo barboncino peloso. Che lo si voglia o no, tutti noi dobbiamo prima o poi allargare le braccia e così anche la nostra famiglia. Allargare. Fare spazio. Spazio non solo per i suoceri, zii e cugini, ma anche per tutti i loro usi e costumi. E qui non si tratta di nazionalità, di lingua e di cultura. Solo di abitudini, ricordi, affetti, tradizioni.

Tradizioni natalizie: quali seguire?

Le mie? Le sue? Il cenone alla vigilia oppure no? La tombolata con i parenti? I regali da aprire alla sera oppure al mattino? Il calendario dell’avvento? I troppi regali sotto l’albero oppure la buona vecchia regola del “pochi ma buoni”?

È giusto imporre le proprie tradizioni di famiglia?

Devo ammettere di vivere molto spesso di ricordi e di nostalgia. E così tendo a volere riproporre fedelmente tutto ciò che mi riempiva di gioia essendo bambina. Vi lascio immaginare la mia delusione quando dopo aver passato una settimana a racimolare tutto il necessario per il calendario dell’avvento, dopo un pomeriggio intero nel costruirlo, mia figlia se n’è uscita con un “ma a cosa serviva, la nonna mi ha comprato quello dei Mini Pony?!” … beh certo, ora giunti alla casella 13 chiedetele pure se preferisce i cioccolatini al latte o i regali a sorpresa ogni giorno…! Taaac! Scherzi a parte tutta questa energia natalizia che si è sprigionata in me con l’arrivo dei bambini non sarà mica troppo? Non mi si ritorcerà mica contro? Ricordo ancora quando parlando con Lui dei nostri Natali da piccoli mi disse che al mattino non doveva scartare i regali perché venivano lasciati sotto l’albero senza confezione regalo. Ci rimasi malissimo. – Ma come? Senza nemmeno fare lo sforzo di impacchettarli? Ma che tristezza!- Al contrario. Per te sembra triste. Invece io svegliandomi mi trovavo una marea di giochi ed era bellissimo. Sarà. Intanto questa cosa anche se potrebbe non sembrare (dato che tutt’oggi io mantengo la preferenza per il nostro metodo) mi ha fatto riflettere sul fatto che si, tutti noi siamo diversi, ed ogni tradizione o abitudine va rispettata e quanto meno cercata di essere capita.

Natale e compromessi

Anno dopo anno io cerco di adattarmi sempre un po’ di più, mantenendo forti alcune tradizioni ed inserendone di nuove, nostre. Tutte nostre. Spero davvero con tutto il cuore che i miei figli possano immagazzinare ricordi belli da tenere lì in un angolo del cuore. E non dispero nella mia personale ricerca della felicità. Una casa tutta nostra da potere addobbare tutta completamente per Natale. Una casa abbastanza grande da potere accogliere tutti. Nonni, cugini, zio fino ai miei futuri nipoti. Speriamo in nuore e generi comprensivi va.

Ecco qui sopra la nostra personale versione del “NO FILTER”

By elise, 13 dicembre 2017
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