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Figli maggiori: come gestire le responsabilità?

  • 24 febbraio 2018
  • By elise
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Mentre passeggiavamo tra i reparti di Zara, Sophia è arrivata da me con una piccola t-shirt azzurra tra le mani. Secondo me questa è perfetta per Jules!

Vero Sophia, ed è anche molto carina! Questa però è taglia 3-4 anni. Magari sarebbe meglio un 2-3.

Ma mamma, Jules ha quasi tre anni ormai!

È vero cavolo. In un attimo mi sono resa conto di quanto incosciamente io continuassi a vedere Jules così piccolino (da notare il piccol-INO).

Non appena usciti dal negozio, dopo una ventina di minuti Sophia richiama di nuovo la mia attenzione: “Mamma, io sono una brava sorella maggiore? Non è vero?”

D’istinto io le ho risposto “tu sei bravissima come sorella maggiore”. Lei ha sorriso e io mi sono soffermata a pensare.

Dopo un po’ le ho preso la mano e lasciando il fratellino al papà. Ho voluto continuare con lei la nostra chiacchierata e perché no, aggiustare il tiro.

“Sophia, tu sei bravissima, e basta. Sei gentile e sei un’ottima sorella maggiore ma non è questo il punto. Perché tu non devi dimostrare nulla. Dovrebbe essere normale essere gentili con i propri fratelli e tu sei brava proprio perché sei gentile e paziente con il tuo fratellino. Sei gentile perché ami prenderti cura di lui ed aiutarlo a crescere e a capire alcune cose. Sei paziente perché capisci che lui essendo piccolo, a volte non capisce che alcune cose siano sbagliate. Sei paziente quando lui fa i capricci, quando a volte ti tira i capelli e quando nonostante ci sia anche tu a volte lui voglia la mamma tutta per sé. Però sappi che anche se tu sei la sorella maggiore, non devi dimostrarci nulla. Io e papà siamo molto felici che tu ami prenderti cura del tuo fratellino, però lo devi fare solo se questo ti rende felice. Oggi sei una bambina e il tuo grande compito è quello di giocare, di imparare cose nuove, di crescere ma soprattutto di essere felice”

Ci ho tenuto molto a farle questa precisazione, non a caso ma proprio per una situazione successa qualche giorno prima:

Dopo una giornata bella impegnativa, presa dalla stanchezza mi sono ritrovata in un salotto invaso dai giochi sparsi ovunque. Il mobile della televisione sotto sopra, i cassetti aperti, e una pila infinita di dvd di ogni tipo. Pila in stile torre di Pisa che ovviamente è prontamente crollata mentre Sophia ci si avvicinava.

Io sono sclerata, ho lanciato un urlo e ordinato ad entrambi di riordinare con me immediatamente. A Sophia ho fatto rimettere a posto tutti i dvd accusandola di averli fatti crollare tutti, istigando poi quel monello di suo fratello.

Lei, nel silenzio più totale ha sistemato tutto alla perfezione e poi si è seduta sulla sua poltroncina a guardare i cartoni animati. Ho incrociato il suo sguardo e in quel momento dai suoi occhi sono scesi lacrimoni. Sono andata da lei che mi ha detto: “Mamma non è giusto. Io devo sempre riordinare tutto da sola, anche quando non sono stata io a mettere disordine”. E mentre ribattevo sulla storia dei DVD, “ma è stato Jules a tirarli fuori tutti… ed è caduto tutto mentre io volevo solo guardare il nome di quello più in alto”.

In quel momento, in quel preciso momento sono stata assallita da enormi e terribili sensi di colpa. Perché dopotutto aveva ragione. A volte, ho esagerato nel ritenerla grande. A volte mi è capitato di caricare un po’ troppo le sue spalle minutine da sorella maggiore. A volte mi è sfuggito di mano il senso della parola “responsabilizzare”.

A volte mi sono dimenticata di quello che vuol dire essere “il fratello maggiore“, ruolo che poi ho ricoperto anch’io. A volte rivedo molto di me in Sophia, e proprio per quello dovrei alleggerirla e capirla un po’ di più.

Figli maggiori: un ruolo più difficile degli altri?

Lei è una bambina che da sempre ama sentirsi grande, ama poter avere le sue responsabilità, ma che, anche se non lo dice, ha un bisogno enorme di essere coccolata, cullata, abbracciata. Non che le manchino gli abbracci e le coccole certo, però sta attraversando ora una fase in cui sta prendendo coscienza del tempo che scorre, e in cui ha bisogno di essere più rassicurata e coccolata.

Ed è fondamentale che tutte queste attenzioni vengano da me. Spontaneamente e il più spesso possibile. Nonostante il tempo che manca. Nonostante gli impegni e le incombenze di tutti i giorni. Nonostante la routine calibrata al minuto, anzi, al secondo. Alcuni giorni fa una persona mi ha detto: “Sophia è nell’età magica. Goditela, perché non durerà. Volerà via prima che tu te ne accorga. Vivitela”

Dopo un periodo davvero difficile per molti, moltissimi motivi tutti insieme intrecciati (sì lo so, non è una frase corretta… ma a me piace), ho deciso di imparare a fermarmi e a godermi la magia.

E anche un po’ cercando di ricordare cosa significa essere “una sorella maggiore” dandole qualche responsabilità, ma senza mai sovracaricarla.

 

Look Sophia:

Maglia e gonna: Zara Kids

Occhiali: IZIPIZI

 

 

By elise, 24 febbraio 2018
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