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La colpa è delle mamme

  • 12 Marzo 2016
  • By elise
  • 4 Comments
La colpa è delle mamme

Oggi abbiamo visto il pediatra e per noi inizia una nuova era. Lo svezzamento. Che in sé non è nulla di ché. Una tappa, un segno di crescita, una fase che naturalmente porta un figlio a diventare grande. E io che continuo a chiamarlo “neonato”.

Neonato non lo è più già da un po’. Sarebbe più  corretto chiamarlo “lattante“. Eppure dalla settimana prossima sarà un lattante intermittente. E io che mi lamentavo dell’allattamento ad oltranza.

Ma lo sapevo. Eccome se lo sapevo. Ne ho fatto anche un post. Un post che si fece  subito spazio tra i più letti e condivisi del blog. Un post che diede anche subito vita ad un hashtag: #fermatimamma

Eppure ancora una volta mi trovo ad affrontare un normale cambiamento, una fase naturale, con un nodo allo stomaco e il cuore in gola.

Quando dicevo che Petit Frère sarebbe stato la mia grande scommessa, la mia sfida, non mentivo mica. Dal giorno in cui il test di gravidanza diventò positivo, è iniziato un nuovo percorso. Fatto di prove quotidiane da superare.

C’è tra noi mamme, questa brutta ma inevitabile abitudine di rimettersi sempre in questione. Perché si sa, la colpa, è sempre della mamma.

Basta seguire la cronaca. O la tv spazzatura (purtroppo non solo quella).

È un dato di fatto. Le colpe le indossiamo sempre noi. Colpa nostra (appunto) che le teniamo sempre pronte nell’armadio.

Qualche giorno fa, una mia amica psicologa mi disse che fece benissimo a sfogare le mie emozioni quando scopri di aspettare un maschio. Mi disse anche qualcosa che mi fece  riflettere e a cui penso spesso. Ossia che bisogna anche sapere perdonare sé stessi e liberare le proprie colpe. Per potere andare avanti al meglio.

Certo. Lei lo direbbe sicuramente meglio, e magari tra un po’ lascerei a lei la parola.

Ci ho pensato. Riflettutto. Il problema è che per ogni senso colpa che va via, ce n’è un’altro ad occupare il posto bello caldo.

Però vorrei provarci. E oggi vorrei cercare di liberarli tutti.

Vedrai” mi dicevano “il secondo sarà tremendo! Mica puoi avere la stessa fortuna provata con Sophia!

Avevano (quasi) ragione. Petit Frère ha un bel carattere. Dorme. Mangia. Tutto sommato un bambino facile anche se attaccato a me in un modo viscerale. Sophia fin da quando è venuta al mondo, ci ha reso sempre tutto facile. Ma questo lo sapete già. Per questo lei è il mio arcobaleno.

Jules si è invece rivelato temporale (Sì lo so… sono quella del meteo).

Ho dovuto sin da subito prendere coscienza che tra noi sarebbe arrivato un maschietto. E  non è stato facile. Tutt’oggi non è facile. Ma imparo e continuerò ad imparare.

E mi sento in colpa.

Mi sento in colpa pensando a quel piccolo embrione che non si era attaccato alle pareti dell’utero, mettendo la sua esistenza quasi tra parentesi, appeso, anzì neanche, ad un filo. Come se non volesse disturbare.

Mi sento in colpa per tutta quella rabbia provata nello scoprire fosse maschio. E per i litri di lacrime versate.

Mi sento in colpa per quel cesareo. In colpa del avere odiato la sua nascita. In colpa di non essere stata all’altezza. All’altezza di quel parto. All’altezza di quel incontro. In colpa per non essere riuscita ad assaporare la gioia della sua venuta al mondo, troppo impegnata a piangermi addosso chiedendomi “perché“.

Perché. Perché fosse andato tutto storto. Fin dal principio. Perché lui avesse deciso di mettersi di sbieco come se non fosse sicuro di voler uscire.

E io che continuo a chiedermi il perché… Forse non ci sono nemmeno bisogno di spiegazioni.

Mi sento in colpa per avere pianto  così tanto, e non di gioia. Ero felice di averlo finalmente con me, ovvio. Eppure ho vissuto questo momento con un senso di colpa dietro l’altro.

Mi sento in colpa per tutte le volte che ho rifiutato un vestito perché “troppo da maschio

Mi sento in colpa per tutte le volte in cui ho perso la pazienza mentre frignava più del solito.

Mi sento in colpa perché sono stata così concentrata nel cerc are di diventare una mamma migliore, nel cercare di riuscire a fare tutto in modo perfetto, che forse non mi sono accorta di quei (quasi) cinque mesi volati via.

Da domani piano piano crescerai un po’ di più e ti allontanerai un po’ più da me.

Ed io per questo, ti terrò segretamente ancora un po’ con me nel letto alla sera e al mattino presto.

Continuerò a guardarti dormire  cercando di respirare il tuo respiro.

Cercherò, di darti il seno ancora per un po’, fin o a quando lo vorrai.

E la gente ci criticherà perché è quello che fa la gente.

E cercheranno di farmi sentire in colpa. Ma quello sarà una colpa con la quale credo di riuscire benissimo, a convivere.

 

 

By elise, 12 Marzo 2016
  • 4
4 Comments
  • Anna
    13 Marzo 2016

    Viva la sincerità !
    Ci vuole coraggio ad ammettere le proprie difficoltà nell’accettare la realtà… Per te è stato il fatto di avere un maschietto, per me il fatto che la mia piccola non ha preso nulla , ma proprio nulla, da me.
    E anche io mi sento in colpa, perché confronto ad altro è una cavolata cosmica… Ci dovrò lavorare !

    • elise
      14 Marzo 2016

      Ciao Anna! Guarda maschietto o no… io sono la regna dei sensi di colpa! Anche con mia figlia, per dire, mi sono sentita in colpa per tante cose. Tra queste, anche il fatto che la sentivo “molto più dal lato papà” ecco vedi? Anche se non bisogna ascoltare le dicerie che si sentono in giro, anche se spesso sono tutti luoghi comuni… alla fine inutile negarlo: è vero che le bambine prendono spesso più del papà, e sono legate a loro in modo speciale. Ma ciò non toglie e non toglierà nulla alla complicità che c’è tra mamma e figlia. Quanto ha la tua piccola?

  • Anna
    14 Marzo 2016

    7 mesi!
    Penso che tutto sia dovuto allo stupido commento di un’ostetrica che mi disse: “ma sei sicura che è figlia tua? ” ridendo certo, ma sai come si è suscettibili dopo il parto… Comunque complimenti per il blog!

    • elise
      14 Marzo 2016

      Guarda… io sono francese e mio compagno italiano. Essendo nata qui e passando molto tempo con i nonni italiani mia figlia è molto più italiana che francese e spesso in quanto mamma mi spiace perché stupidamente la vorrei anche un po’ “dalla mia parte”. Un giorno passeggiando in paese dove viviamo, una signora ci ha detto: “cavoli come assomiglia anche alla nonna! Certo che da te non ha preso proprio nulla!” Ci credi che ho dovuto trattenermi e non poco???
      Grazie di cuore per i complimenti 🙂

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