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10 motivi per sorridere

  • 5 ottobre 2018
  • By elise
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10 motivi per sorridere

Gli ormoni mi stanno facendo brutti scherzi. Altro che sindrome pre mestruale. Ieri dopo l’ennesima pipì nei pantaloni di Jules, il ritardo sul ritardo sulla tabella di marcia, il tè finito in dispensa così come le sottilette, ho mandato all’aria ogni piano, servito in tavola una noiosissima pasta con un sugo pronto, mandato tutti a letto per poi rifugiarmi sotto una lunga doccia rigenerante. E lì ho relativizzato: basterebbe così poco. Basterebbe pensare solo a sorridere.

D’altrondo è poi così difficile? Sorridere ha un impatto sul nostro umore, aiuta a bruciare calorie (sì sì) e migliorerebbe pure la nostra produttività. Ma si può sorridere a comando? Chiaramente no, ma basterebbe solo concentrarsi sulle cose belle, anche quelle più semplici.

10 motivi semplici per sorridere

Il clima autunnale. Sì, vero, la bella stagione è alle spalle, ma la soddisfazione di poter stare a farsi baciare dal sole senza togliere la giacca che-po-fa-freddino?

Le prime caldarroste che ti riscaldano le mani.

Andare a prendere il bambino a scuola materna, lasciarlo correre tra le nostre braccia e farsi poi contaggiare dal suo sorriso.

Il seno (finalmente aumentato) alla terza gravidanza – lo sapevo io che bisognava farlo il terzo!

L’accappatoio di pile alla sera.

Il bouquet raccolto da tuo figlio. Va bene dai, che i fiori siano stati strappati nel giardino condominiale davanti al condomino modello e spietato non ha poi così tanta importanza.

Il bel voto sul quaderno. Non è mai scontato anche per i bimbi più bravi.

L’orripilante ludoteca (sì proprio quella che ha visto soltanto l’anno scorso 30 caviglie storte, 2 spalle lussate, un setto nasale deviato, un rischio di soffocamento sullo scivolo causa focaccia ingurgitata in fretta e circa 28378000 litigate, un terzo di esse finite con pugno nell’occhio) che FINALMENTE chiude i battenti.

Tua figlia che sceglie di far danza nella palestra accanto al bar.

Il suono del campanello. Quello simpatico, No, non quello del postino che ti porta la raccomandata, quello del corriere Amazon (lo senti anche tu un po’ diverso?)

Il venerdì sera da mamma single, con bimbi a letto presto (sì lo so, ho promesso che sarebbero potuti andare più tardi, ma dopotutto ancora non sanno leggere l’ora), una maratone di serie tv su Netflix da alternare con Sky On Demand, un plaid, una maschera sul viso e una tisana calda (sì sì, per voi va bene anche la birra. Io ahimé, mi astengo ancora un bel po’!)

 

Quanto tempo passiamo a lamentarci? Soprattutto noi mamme. Per una cameretta in disordine, per la solita lentezza dei bambini mentre devono mangiare/vestirsi/salutare gli amici del parchetto per tornare a casa, per i bimbi piccoli, quelli che “non-crescono-mai”.

Stamattina riguardavo alcune vecchie fotografie e video sul mio telefono e mi è venuta una stretta al cuore. Il tempo passa, è normale, e dobbiamo ritenerci fortunati a poterlo vedere filare. Ma molto spesso anziché lamentarci perché il dueenne ha rovesciato a terra il pacchetto di fette biscottate (sì quelle tipo carta velina che si spaccano in 30.000 pezzi anche solo quando si spalma la marmellata) dovremmo invece imparare a relativizzare. Goderci ogni momento. Anche quello più tosto. Perché quegli occhioni che chiedono scusa trattenendo a tratti il pianto, a tratti la risata, cambieranno prima che ce ne rendono conto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

By elise, 5 ottobre 2018
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